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Ivan Bonifacio Pavletić

Ivan Pavletić nasce il 25 giugno 1864 a Zbjegovača, secondogenito di Mariano Pavletić e Anna Stanković. Lo stesso giorno è battezzato nella chiesa “Madonna della Neve” di Kutina, estesa fino al fiume Ilova. All’età di 11 anni, nei mesi di gennaio-febbraio del 1875, Ivan sperimenta la tristezza di essere orfano, dopo la morte dei genitori, e assieme al fratello minore Vincenzo e la sorella maggiore Rosa riorganizzano la vita familiare. Lo zio Vincenzo, uomo retto e autorevole nel villaggio di Zbjegovača, prende in mano le redini e le sorti della famiglia. Ivan, pur frequentando la scuola elementare, si dedica alla cura del bestiame, portandolo al pascolo e aiutando l’economia familiare.
E’ anche il tempo della riflessione sul futuro, utilizzando i momenti di solitudine sui colli vicini e lungo la splendida valle del fiume Ilova. Luoghi anche di tante battaglie passate, tra ottomani e principi cristiani: bellezza e storia, unite al connaturale senso religioso, aiutano Ivan ad innalzare al cielo preghiere e sogni. La partecipazione all’Eucarestia a Kutina, a Gojlo e a Međurić, maturano una vocazione cristiana impegnata, secondo la tradizione ecclesiale.
Abbandonato il desiderio di diventare medico, con l’aiuto dello zio, si trasferisce a Kutina per apprendere il mestiere di calzolaio. Ivan, all’età di 14 anni, riconosce che questo cambio di vita gli permette di partecipare giornalmente all’Eucarestia e quindi di soddisfare la sua sete religiosa.
Dopo l’apprendistato si sposta a Križ, presso una bottega artigianale, e a 21 anni è lavoratore a Graz, presso una bottega in Mariahilfestrasse. Frequenta la “Società Cattolica dei giovani operai”, guidata da Mons. Wehr, e nel dicembre del 1885 fa voto di castità, in privato. Conosce il giovane Alberto Műller e con lui decide di andare a Roma per farsi religioso.
Nel giugno del 1887 Ivan torna a Kutina: saluta i suoi familiari e lascia i suoi beni al fratello Vincenzo. Condivisa la vocazione di farsi religioso con Mons. Wehr e il suo parroco Karlo Pavčec, l’Arcivescovo di Zagabria rilascia una lettera testimoniale e Ivan si imbarca ed arriva a Roma.
Il 28 giugno 1887 Ivan è accolto nella Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione dallo stesso Fondatore, il Beato Luigi Maria Monti. Inizia il tempo di prova (postulantato) e si fa apprezzare per le sue doti di uomo di fede e di persona molto disponibile a servire i malati, presso l’ospedale di Santo Spirito. Le sue qualità umane e spirituali vengono apprezzate da tutti e il 9 dicembre dello stesso anno, entra in Noviziato, indossando l’abito religioso della Congregazione. Lo stesso Padre Monti gli affida il nome di fratel Bonifacio.
Dopo tre anni di formazione, trascorso nello studio della Regola di vita dei Religiosi di Padre Monti e della loro spiritualità, nel servizio agli infermi e nel lavoro di calzolaio, nel dicembre del 1890, emette i primi voti religiosi.
A Saronno esercita la sua professione di calzolaio ed insegna l’arte agli orfani. Le sue capacità professionali, ma soprattutto la sua profonda sensibilità spirituale ed umana, aiutano quei giovani a crescere nella fede, nella carità e soprattutto nella speranza di un futuro migliore.
Ritornato a Roma, nel 1892 Fratel Bonifacio svolge il ruolo di Vice Maestro dei Novizi. Il 25 marzo 1896 emette i voti perpetui e in giugno il Fondatore lo nomina Maestro dei Novizi. Un anno dopo, il 4 Novembre 1897, muore di tubercolosi polmonare a Roma, all’età di 33 anni.
Fratel Ivan Bonifacio Pavletic, in vita e in morte fu riconosciuto santo, e tale fama dura fino a i nostri giorni.
Da adoratore dell’Eucarestia, da devoto dell’Immacolata e di San Giuseppe, da ubbidiente allo spirito e alla lettera della Regola di Vita dei Figli dell’Immacolata, fratel Bonifacio è definito modello di vita evangelica, perché ha saputo trasmettere ai piccoli e ai giovani religiosi la sua spiritualità di uomo consacrato a Dio e al prossimo. La stessa professione di calzolaio è messa a servizio dei malati e degli orfani, confezionando scarpe per ogni necessità. La preghiera gli apre la visione del bene e la sua breve vita è una ricerca continua nel migliorare se stesso e gli altri, avendo sempre la caratteristica della carità in ogni azione.
L’icona delle scarpe da aggiustare e da costruire sia segno per quanti vogliono mettersi in cammino con coraggio e impegno nel vivere il vangelo con coerenza e fedeltà. Fratel Bonifacio si presenta oggi come una figura attuale delle beatitudini: nella povertà e nella semplicità di spirito lasciarsi accompagnare a scoprire il bene profondo del cuore e della mente. E giustamente “il nostro fratello Bonifacio è come un gioiello ritrovato. Era sepolto nella nostra memoria, nel nostro cuore. Adesso l’abbiamo ritrovato, l’abbiamo dissepolto e desideriamo che splenda, splenda nella sua Kutina, brilli nella nostra Croazia. Siamo fieri che questo gioiello sia riconosciuto... con un nuovo impegno e un nuovo compito: promuovere la devozione di fratel Bonifacio”. (Card. Josip Bozanić, traslazione, Roma, 28/09/2008).

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