Fondazione Ivanova Kuća

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Sesto GIRO DI KUTINA

 

Nell'area intorno al lago di Mikleuška, a causa delle misure epidemiologiche note e della situazione specifica, è stato organizzato il sesto “GIRO di KUTINA”. La manifestazione è stata organizzata  dalla comunità italiana “Dante Moslavina” e AK Maratona di Kutina.

Questa è ormai una bella tradizione sportiva umanitaria aperta ai maratoneti di Kutina e agli atleti di Ak Noga Novska svoltasi sui 5 Kilometri.

Come ogni anno, quest'anno il Giro ha avuto la sua destinazione umanitaria nella Fondazione "Ivanova Kuća".

È stato raccolto l'importo di 1.850,00 HRK che è stato donato alla Fondazione "Ivanova Kuća" che si prende cura ed aiuta le persone con demenza e morbo di Alzheimer.

I risultati della competizione maschile sono stati eccellenti:

Renato Dasović vincitore 16:56,

Vedran Kelemen secondo 17:40,

Stjepan Žanić bronzo (19:09)

mentre Emilija Židek ha vinto nella competizione femminile, davanti a Kristina Mažar e Marela Marić

 

 

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Concerto di beneficenza

XXVIII. GIORNATA MONDIALE DEI MALATI

A KUTINA PER LE NECESSITÀ DELLA FONDAZIONE “IVANOVA KUĆA”

L'11 febbraio Kutina ha celebrato solennemente la festa della Madonna di Lourdes e la Giornata mondiale dei malati. Il motivo di questa iniziativa è stato anche per lo sviluppo della Fondazione "IVANOVA KUĆA", che è stata istituita in memoria del servo di Dio fratel Ivan Bonifacio Pavletić (Zbjegovača 1864 - Roma 1897). Questo religioso consacrato nella Congregazione dei Figli dell'Immacolata Concezione, ammaestrato nell’artigianato della scarpa, nella comunità religiosa, ha dedicato parte della sua vita agli ammalati. È morto a Roma in fama di santità. Ci sono molti scritti  su questo maestro di perfezione - non solo in Croazia, ma anche in altri venti paesi di tutto il mondo in cui opera la Congregazione, anche in Brasile, dove un gruppo di ministranti lo hanno scelto come loro patrono. La divulgazione della sua fama di santità nella nostra patria è sostenuta instancabilmente da p. Mariano Passerini. In questo giorno ha presieduto la Messa serale nella chiesa parrocchiale barocca della Madonna della Neve. Ai fedeli presenti ha fatto conoscere il carisma della Congregazione, che è stata fondata dal beato Luigi Monti solo un anno prima delle apparizioni di Maria a Lourdes, cioè nel 1857. Il loro impegno nella Chiesa è stato messo sotto la protezione dell’Immacolata.

Concerto di beneficenza

Dopo l'Eucaristia, nella sala della città si è tenuto il 3 ° Concerto di beneficenza per la Fondazione "IVANOVA KUĆA". Il titolo stesso: "Non dimenticare chi dimentica", esprime la missione della Fondazione di assistere i malati con demenze, in particolare l'Alzheimer. Grande riconoscimento è stato espresso ai volontari della Fondazione per l'assistenza e le visite a domicilio dei beneficiari. Un incontro con loro avviene nei locali della Fondazione (ZIK), Crkvena 66, ogni mercoledì. L'animatore della serata è stato Karlo Rap, giovane straordinario che oltre a presentava i cori, gruppi vocali e solisti del territorio della città di Kutina ed un coro ospite, ha arricchito la serata con informazioni e contenuti spirituali da meditare.

Ringraziamenti per l'organizzazione sono stati dati alla Città di Kutina, all’Università popolare aperta, alle tipografie Grafotisak e Gratis e alla organizzatrice Bernarda Grdić.

La casa di Ivan allarga il cuore umanitario

Alla fine p. Mariano Passerini ha ringraziato il signor Zlatko Babić, sindaco della città di Kutina, Jasminka Molnar, direttrice dell’Università popolare aperta e la responsabile del programma Bernardi Grdic. Rivolgendosi ai partecipanti, il sindaco di Kutina Zlatko Babić ha dichiarato di sostenere ulteriori progetti della Fondazione "IVANOVA KUĆA" e di tutte le associazioni che sono instancabili nel riconoscere i bisogni dei cittadini, e ha concluso dicendo: "Kutina ha avuto sempre un grande cuore umanitario e, con il lavoro della Fondazione "IVANOVA KUĆA", l'ha ampliato e perfezionato ancora di più".

Invito al 3 concerto umanitario

3 giugno 2019

La Fondazione Ivanova Kuća (ZIK) in collaborazione con l'Associazione Croata Alzheimer (HUAB) il 03 giugno 2019, in una piacevole sala dell'Hotel Kutina, ha organizzato un raduno dei suoi volontari e altri cittadini che erano interessati a integrare le loro conoscenze sulla malattia di Alzheimer.

Trenta persone vi hanno partecipato. Il discorso introduttivo è stato tenuto da Padre Mariano Passerini, presidente della Fondazione Ivanova Kuća. Gli interventi sono stati di Tomislav Huić - Vicepresidente di HUAB, Marija Lacko - Responsabile del gruppo di AUTO-AIUTO e di Tajana Dajčić - Segretaria dell'Associazione. Tutti i relatori sono membri di lunga data dell'Associazione. Il loro lavoro e la cura di persone affette dal morbo di Alzheimer, in primo luogo, membri delle loro famiglie, la loro esperienza diretta ha fatto in modo che raccogliessero una grande quantità di conoscenze ed esperienza che sono stati condivisi con i partecipanti attraverso quasi tre ore di socializzazione. Molta enfasi è stata posta sul problema della stigmatizzazione e vergogna di questi malati e delle loro famiglie nella prima fase della malattia. Si cerca di "nascondere", più a lungo possibile nell'ambiente, e non di rado dal medico il problema. Il morbo di Alzheimer rimosso dall'ambiente sociale e messo in isolamento progredisce più rapidamente ed anche nei membri della famiglia che si prende cura della malattia, si verificano effetti collaterali sotto forma di vari stati e malattie psicofisiche.

Parlando delle varie opzioni di trattamento, i relatori hanno sottolineato l'importanza della diagnosi precoce e del trattamento, che comprende farmaci e cure adeguate. La malattia di solito dura dagli 8 ai 12 anni, e con l'aiuto di rimedi e cure si può rallentare di 3-4 anni l'arrivo dell'ultima e più difficile fase della malattia. Indipendentemente da tutto ciò che a livello globale e dall’esperienza degli ultimi vent’anni di HUAB per promuovere la conoscenza circa la malattia e la sofferenza, qualsiasi farmaco usato nella malattia di Alzheimer nella Repubblica di Croazia non è nella lista primaria di HZZO. I diritti di assistenza sociale per i malati e loro accompagnatori sono minimi e la sistemazione della persona malata in qualche struttura adeguata durante la fase terminale della malattia, anche a pagamento, è come vincere un terno al lotto. La nostra vita si è allungata, siamo una nazione anziana, i nostri giovani vanno via in gran numero e i vecchi e indifesi restano ...

Alla domanda su cosa possiamo fare per noi stessi, hanno dato alcune risposte:

  • Possiamo insistere sulla diagnosi precoce della malattia.
  • Possiamo contattare HUAB con domande o partecipare ai loro gruppi di auto-aiuto.
  • Possiamo continuare a richiedere i loro diritti di assistenza sociale.
  • Possiamo agire per proteggere le loro proprietà in tempo.
  • Possiamo mettere in lista d’attesa le persone con Alzheimer presso qualche casa per anziani adatta allo scopo.

Le persone con la malattia di Alzheimer perdono lentamente e inaspettatamente le loro capacità cognitive e fisiche: la memoria, i ricordi, il pensiero logico, le capacità comunicative il deambulare e alla fine del percorso la deglutizione. Il percorso è quello di tutti. Ciò che rimane di loro sono le emozioni, i sentimenti. Tutto quello che hanno alle loro spalle è una vita più o meno riuscita e soddisfatta. Tutti hanno persone che amano e e sono amate. Non chiedere mai a loro "Non ricordi?" No, non si ricordano. Hanno dimenticato. All’inizio non ricorda, magari si ricorderà più tardi, e dopo tutto, sempre meno. Cerchiamo di non convincerli che la loro comprensione della realtà è errata e che le loro paure sono infondate. Per loro è l'unica realtà. Diamo loro supporto, non lavorando per loro, ma con loro. Non ci vergogniamo della malattia e permettiamo ai malati di stare insieme con la famiglia, i vicini, gli amici. Incoraggiamoli e doniamo a loro dolcezza. Siamo con loro e lottiamo per loro, per il loro trattamento e i loro diritti, consapevoli del peso e della responsabilità senza indifferenza verso loro. Non dimentichiamo quelli che dimenticano, è stato lo slogan che ha raccolto intorno a Ivanova Kuća i volontari che a Kutina stanno aiutando le famiglie colpite dal morbo di Alzheimer. Nel nome della Fondazione, Biserka Šmit Sabolić, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione, ha ringraziato tutti i partecipanti a questo proficuo incontro.

Snježana Lončarić, infermiera, psicologa, volontaria

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